La rotazione della Terra attorno al Sole determina il cambiamento delle stagioni. Una maggiore o una minore vicinanza alla nostra stella, infatti, comporta maggiori o minori temperature, con tutte le conseguenze del caso.

Oltre a ciò, la posizione del nostro pianeta, all’interno del Sistema Solare, comporta anche un differente soleggiamento delle varie zone della Terra. Questo comporta variazioni temporali in termini di esposizione alla luce del Sole: si pensi, ad esempio, al fenomeno della notte polare, che si verifica esclusivamente nei pressi dei poli, e che comporta una più o meno lunga assenza di luce per mesi.

A proposito delle aree non polari della Terra, con riferimento all’emisfero boreale – quello in cui si trova l’Europa – in che periodo si verifica un allungamento delle giornate? E quando, al contrario, si verifica l’accorciamento?

Quando si allungano le giornate?

Identificare il periodo dell’anno in cui si entra nella fase di allungamento delle giornate è piuttosto semplice.

Sin dall’antichità, infatti, gli esseri umani sanno bene come il 21 o il 22 dicembre (di ogni anno) si verifichi la giornata più corta dei 365 giorni presenti in un anno solare. È il cosiddetto solstizio d’inverno, determinante l’inizio della stagione fredda e opposto al solstizio d’estate, verificantesi il 20 o il 21 giugno.

Per quanto riguarda il solstizio d’inverno, riferendosi all’emisfero boreale, i paesi al di sopra dell’Equatore vedranno le ore di soleggiamento ridursi al minimo. La fase di allungamento delle giornate, sebbene si verifichi con una certa lentezza, inizia già il giorno successivo, e perdurerà sino al solstizio d’estate.

In parole povere, le giornate inizieranno ad allungarsi già dal 23 dicembre, benché non ci sia la possibilità di rendersene conto in maniera lampante.

Il solstizio d’estate e l’accorciamento delle giornate

Il discorso condotto in precedenza vale anche all’opposto. Se è vero che dal 23 dicembre le giornate iniziano ad allungarsi, è altrettanto vero che, una volta superato il 22 giugno, le ore di soleggiamento nell’emisfero boreale iniziano a diminuire.

La riduzione avviene sino al 21-22 dicembre, ossia la data che, come indicato in precedenza, corrisponde al verificarsi del solstizio d’inverno.

Ma, nel dettaglio, in cosa si traducono i dati elencati? Cosa accade agli orari di alba e tramonto del Sole?

In merito al solstizio d’estate, concomitante con l’inizio dell’estate, il sole sorgerà intorno alle 5:30 (tra le 5:32 e le 5:37) e tramonterà poco dopo le 20:50 (intorno alle 20:51). La giornata è la più estesa dell’anno, tanto che vi saranno ben 15 ore e 14 minuti di Sole.

Va detto, però, che l’orario di alba e tramonto varieranno in base alla localizzazione delle singole città.

Il discorso è valido anche per il solstizio d’inverno, come i Comuni italiani che saranno interessati da differenti intervalli temporali di soleggiamento. Basti pensare, ad esempio, che il solstizio invernale del 2020 ha visto Milano godere di luce solare per 8 ore e 42 minuti, mentre Roma è stata illuminata dalla stella per 9 ore e 7 minuti.

Il concetto di “equinozio”

Quando si sente discutere attorno alle questioni del solstizio, non è raro tirare in ballo l’equinozio. Quest’ultimo, da un punto di vista astronomico, non è altro che il momento della rivoluzione terrestre in cui il Sole si trova allo zenit dell’equatore.

Sul piano del soleggiamento, l’equinozio comporta che le ore di luce e di buio, in una determinata area del pianeta, risultino pari, equivalenti.

Il fenomeno si verifica due volte all’anno. Nell’emisfero boreale, l’equinozio avviene intorno al 21-22 di marzo, segnando l’inizio della primavera, e intorno al 21-22 settembre, ossia l’inizio della stagione autunnale.

Comprendere i concetti descritti è sostanzialmente semplice, tanto da non richiedere conoscenze particolari (come possono esserlo, ad esempio, le questioni più dettagliate di natura astronomica).

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