Il trago è l’area dell’orecchio che, consistente in una piccola eminenza a forma di “triangolo”, ha il compito di proteggere la parte esterna del condotto uditivo.

In virtù della sua conformazione – è una sporgenza a tutti gli effetti – permette l’installazione di un piercing, particolarmente di moda per via dell’effetto delicato che il foro è in grado di donare.

Tuttavia, l’esecuzione e la “manutenzione” del piercing trago richiedono un’attenzione non indifferente. Esaminiamo gli aspetti da considerare prima di procedere con la pratica del buco!

L’esecuzione del trago

Partiamo da alcune considerazioni relative all’esecuzione del piercing.

Alla pari di qualsiasi altro piercing, anche il trago richiede un’igiene scrupolosa. L’esecuzione del foro avverrà in modo manuale, senza fare uso della pistola, poiché lo strumento risulterebbe eccessivamente invasivo.

Il buco avviene forando la cartilagine del trago, nella zona interna. L’operazione richiede pochi minuti, e viene realizzata facendo uso di guanti (in lattice) e strumenti sterili.

Trago: cosa fare in caso di infiammazione?

Si sono prese tutte le precauzioni possibili, eppure l’orecchio, dopo l’esecuzione del piercing, inizia a fare male. Si tratta di un’eventualità da non trascurare: i buchi alle orecchie, infatti, possono certamente infettarsi, il che comporta la necessità di operare in un contesto quanto mai igienico.

Qualora si sospetti una possibile infezione, che in genere si manifesta con arrossamento e gonfiore, è bene recarsi da un medico per far controllare il buco. Il dottore potrebbe anche prescrivere un antibiotico, in modo tale da eliminare l’infezione.

Per evitare che tutto ciò accada, dunque, è importante non soltanto eseguire il foro in maniera igienica, ma anche effettuare una manutenzione corretta, attenta nel minimo dettaglio. Ciò significa disinfettare almeno due volte al giorno il nuovo piercing, e sempre dopo un lavaggio accurato delle proprie mani.

La guarigione della ferita è resa possibile anche dall’utilizzo di prodotti quali le pomate al cortisone, in grado di ridurre l’infiammazione.

L’intensità del dolore del trago

Chi si accinge a sottoporsi all’esecuzione del foro potrebbe temere – o meno – la pratica stessa, per il timore di poter percepire dolore. Ma fa davvero male? E, se sì, quanto?

Il dolore che si potrebbe percepire, immediatamente dopo la pratica del buco, è sostanzialmente simile a quello di qualsiasi altro foro. Tuttavia, l’aspetto in questione è assai soggettivo: esso dipende in larga parte dalla soglia del dolore dell’individuo, per cui è impossibile stabilire se la pratica possa risultare più o meno invasiva.

In linea generale, chi si è sottoposto alla pratica ha affermato di aver percepito un dolore lieve-medio, in virtù delle caratteristiche della cartilagine su cui insiste il trago.

Esecuzione del trago e possibile deformazione della cartilagine

L’esecuzione del trago comporta un dolore in linea con la pratica di altri piercing. Tuttavia, prima di procedere con il foro è bene evidenziare che l’operazione, in alcuni casi, potrebbe anche portare la cartilagine a deformarsi.

La deformazione consisterebbe in una vera e propria escrescenza, dipesa non tanto da una cattiva praticità dell’operatore, incaricato di praticare il foro, bensì dal fatto che il tessuto cicatriziale, nella sua azione di ripristino della ferita, agirà in maniera eccessiva, proliferando nelle aree interessate dal buco.

La proliferazione del tessuto comporterà la formazione di una pallina o una gobba, che insisterà, logicamente, sul trago stesso. Rimuovere la deformazione è certamente possibile, ma solo mediante un intervento chirurgico.

Alla luce di tutto ciò, si può dedurre come il piercing al trago risulti sì meno doloroso di altri, ma anche necessitante di una valutazione accurata, attenta e approfondita.

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